Vertigini? Acufeni? Emicranie muscolo tensive? Potrebbe dipendere dalla bocca

Accenni di correlazioni tra postura mandibolare e postura globale

 

Mandibola e postura: esiste un legame?
E’ sicuramente possibile schematizzare le correlazioni tra le due.

 

Non si può certo negare l’esistenza di una complessità di interazioni posturali che ne permettano di capire la causa primaria, sia essa di natura discendente (cranio occlusale), sia ascendente (arti inferiori, bacino, colonna dorsale o lombosacrale).

Così come risulterebbe semplicistico collegare una parte del corpo all’altra sotto il profilo anatomico e, come nel gioco “del domino”, fare la diagnosi del paziente.

La riabilitazione fisioterapica nei pazienti colpiti da disordini cervico-cranio-mandibolari, si avvale di manovre riguardanti la chiusura dei denti e la conseguente postura mandibolare. Ed è proprio da lì che in fase calante, si ha la capacità di operare dal sistema muscolo-scheletrico fino a 360 gradi su tutto il soma.

La piccola articolazione temporo-mandibolare, se valutata e sezionata sul piano sagittale (profilo), ci farà vedere gli spostamenti antero/posteriori in cui la mandibola viene spinta indietro, ossia retrusa, distalizzata.

Se ciò accade, tutti i muscoli che hanno inserzione alla base del cranio andranno incontro ad un ipertono (esagerazione del tono del tessuto muscolare) e ad una postura viziata, compensatoria – essi hanno il compito di sorreggere collo e colonna vertebrale in equilibrio.

Detto così sembrerebbe riduttivo, ma ciò che voglio trasmettere nella lettura di questo articolo è di cogliere l’importanza di una buona posizione mandibolare, affinché si possano eliminare interferenze e condizionamenti a livello posturale globale.

La mandibola infatti è in continuo movimento; come osso si occupa di partecipare alla produzione di suoni (fonazione), alla masticazione e alla deglutizione. Risulta essere quindi un elemento dominante anche nella salute di alcuni organi.

In presenza di una disfunzione cranio-mandibolare si possono avere sintomi associati organici o sintomi riferiti ad organi sottostanti.

I più comuni come sintomi sono:

  • emicranie muscolo tensive
  • vertigini
  • pesantezza di testa
  • astenia
  • problemi alla vista
  • acufeni
  • orecchie ovattate
  • pseudo reflusso gastrico
  • aerofagia addominale
  • “fiato corto”

Sintomi, questi, accompagnati sempre a spostamenti muscolari o articolari, alla ricerca di posture che contrastino il dolore – soprattutto la zona cervicale risente di tali spostamenti biomeccanici e può arrivare a condizionare zona lombare e bacino.

Quando ci sono delle variazioni posturali nel nostro corpo, “il cappotto esterno”, cioè i muscoli, si adatta ad una pseudo posizione nuova. Nel corso del tempo però questi muscoli, per reggere tale nuova posizione del corpo nello spazio, sono costretti a contrarsi sempre di più fino a diventare ipertonici.

L’ipertonicità muscolare a sua volta è sintomo di dolore: un muscolo ipertonico è infatti un muscolo poco ossigenato, poco drenato e, di conseguenza, poco elastico.

L’elasticità invece è fondamentale per evitare blocchi posturali e dolore nel tempo.

Quindi un muscolo ipertonico, ipercontratto, potrà creare:

  • a livello del cranio: emicranie muscolo tensive per compressione delle suture craniche
  • a livello dei muscoli masticatori: un accorciamento di questi comporterà una retrusione mandibolare (sul piano sagittale) e quindi una pressione dei condili mandibolari all’interno dell orecchio con conseguente acufene

Inoltre, un accorciamento del muscolo anteriore del collo (sternocleidomastoideo) – che ha un inserzione distale rispetto alla mandibola sulla prima costola – se accorciato, porterà verso l’alto la gabbia toracica insieme al diaframma nella fase di respirazione, creando fiato corto, aerofagia addominale e non ritmi fisiologici buoni di respirazione.

Si potrebbe descrivere molto altro; ultimamente inoltre si viene a conoscenza di parecchie interazioni sull’importanza dell’A.T.M. (Attivazione Temporo Mandibolare), ma bisogna sempre essere cauti nella valutazione del sintomo del paziente e, con un’appropriata conoscenza anatomica e fisiologica, fare una buona diagnosi.

Non tutto dipende dalla mandibola quando cambia qualcosa a livello posturale, ma tutto può dipendere da essa. Bisogna solo conoscere la causa primaria e usare il giusto criterio d’intervento.

Per una visita preliminare, contatta con fiducia la Dott.ssa Rosanna Fasciano.